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Dialoghi sopra i massimi sistemi

L'universo dei filosofi. Un percorso di letture filosofiche di Alessandro Genovese e Nicola Zuin.

Intermezzi musicali di Stefano Dell'Antonio alla ghironda

1. MERCOLEDI’ 13 AGOSTO:
Pitagora e Democrito - La natura tra materia e armonia
Pitagora intuì nella bottega di un fabbro che l’armonia del cosmo è il riverbero della sua struttura matematica. Proibì di mangiare le fave e un giorno si tuffò nell’Etna per liberare l’anima dal peso del corpo. Democrito sostenne invece che la natura intera è costituita da atomi, che si aggregano e si separano mentre fluttuano nel vuoto. E fatta di atomi è anche l’anima, capace di riconoscere la giustizia e inseguire la felicità.

2. MERCOLEDI’ 20 AGOSTO:
Spinoza e Leibniz - L’universo tra libertà e necessità
“Deus sive natura” ha scritto Spinoza: Dio e la natura sono la stessa cosa, null’altro che il necessario sviluppo di una infinita equazione geometrica. Secondo Leibniz, invece, è stato Dio a creare il mondo: un atto assolutamente libero, ma essendo lui proprio Dio, infinitamente sapiente e potente, non poteva che creare “il migliore dei mondi possibili”.

3. MERCOLEDI’ 27 AGOSTO:
Kant e Wittgenstein - Il mondo tra esperienza e significato
Se, come dice Wittgenstein, del senso della vita, non si può trovare traccia nel mondo e neppure “in ciò che può esser detto”, la ricerca di quel senso è piuttosto un’esperienza sovrannaturale: l’etica è un autentico miracolo. Assomiglia allora a quel che Kant chiama “sublime”: il confronto con la natura, dove essa ci permette di intuire ciò che la trascende. Pensare, come esperienza del limite.

Fin dal suo nascere, nella culla della civiltà greca, la filosofia si è costituita come una riflessione sulle grandi questioni che si affacciano, oggi come allora, nella mente e nel cuore degli uomini. Da dove ha origine la vita? Il nostro stare al mondo ha una causa e uno scopo definiti, o siamo in balia degli ineffabili giochi del Caso e della Necessità?C’è qualcosa che ci distingue dagli altri esseri viventi? Interrogativi non certo nuovi, ma che la filosofia volle e seppe porre in modo totalmente inedito rispetto alla tradizione dominata dal mito e dalla credenze religiose: facendo ricorso al logos, alla ragione, che da quel momento in poi sarebbe stata il suo fondamentale strumento di indagine delle realtà, l’unico criterio a cui attenersi  e la sola legge a cui obbedire. Il tentativo di rispondere a queste domande costituisce dunque il motore che ha dato avvio alla riflessione filosofica occidentale, con una particolare attenzione alla ricerca di quello che iprimi pensatori, definiti in seguito presocratici opresofisti, chiamavano arché: il principio – inteso come inizio, ma anche come fondamento e legge –da cui tutto si origina. La ricerca del principio assume così un valore fondante, di cominciamento: soltanto provando a rintracciare la causa prima delcosmo si potrà ambire a comprenderne il fine ultimo, il senso e il significato. Per i filosofi, infatti, elaborare una precisa concezione dell’universo significava molto più che individuarne origine, sviluppo e caratteristiche: una determinata teoria del cosmo implicava invece necessariamente la proposta di un certo modo di stare in quell’universo e di relazionarsi a esso. Come sostiene Pierre Hadot, uno dei più profondi studiosi del pensiero antico, la filosofia “non consiste nell’insegnamento di una teoria astratta […] ma in un’arte di vivere, in un atteggiamento concreto, in uno stile di vita determinato, che impegna tutta l’esistenza”. In questa prospettiva, lo studio della fisica si configura così non come una mera attività intellettuale, bensì come “un esercizio spirituale” e la conoscenza dei “fenomeni celesti” si pone come unico scopo, per dirla con Epicuro, “la tranquillità e la sicura fiducia”. Il legame tra teoria e prassi, e la conseguente coerenza tra pensiero e condotta di vita, rappresentano dunque l’altra, fondamentale caratteristica della filosofia, la suapiù autentica ricchezza, e la differenziano in modo decisivo da quel che comunemente chiamiamo ‘scienza’. Il percorso che qui si propone può essere inteso come un tentativo di raccontare – in modo parziale, volutamente arbitrario e senza alcuna pretesa di esaustività – alcuni dei momenti più suggestivi di quell’interrogarsi sui ‘massimi sistemi’ che ha contraddistinto il lungo e accidentato cammino della filosofia, dalle origini fino ai giorni nostri. Un cammino che ha fatto del confronto e del dialogo, come insegnavano Socrate e Platone, la propria cifra essenziale. Di qui la scelta di far incontrare due pensatori in ciascuna delle tre tappe in cui sarà scandito il viaggio affascinante e avventuroso che ci attende. Al termine del viaggio – questo è l’auspicio – si sarà compreso come interpretare il cosmo in un modo anziché in un altro, ipotizzare l’esistenza diuna Provvidenza divina o credere che il mondo sia sottoposto a un insieme rigoroso di leggi, è un atto tutt’altro che ‘neutro’ e privo di conseguenze e comporta invece un preciso stile di vita, all’insegna di determinati valori. È un atto, insomma, profondamente filosofico.

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Pagina pubblicata Giovedì, 28 Agosto 2014
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